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ORACOLO



SUBLIMAZIONE INVERSA


L'opera prende spunto dal processo denominato brinamento, ovvero la trasformazione di un elemento dallo stato gassoso a quello solido, senza passare dallo stato liquido.
L'obiettivo è rappresentare il rapporto tra passaggi di stato, nella sfera scientifica come in quella spirituale. Lo spazio espositivo, con la sua storia, è parte integrante dell'opera. L'installazione tenta di mettere in contatto astrazione e mondo sensibile, credo e razionalità matematica. La prima parte rappresenta la nostra anima, una figura umana costituita da pesanti sfere di piombo; la seconda é la fine del processo, il soggetto che si cristallizza divenendo solido ma al contempo leggero grazie alla superficie riflettente. Agli elementi minimali e geometrici che compongono l'opera, fa da sfondo e da contrasto l'ambiente riccamente decorato della chiesa; ne scaturisce un dialogo che descrive uno spazio immobile ma contemporaneamente dinamico, in cui il tempo è sospeso.
L'installazione é stata realizzata grazie al sostegno tecnico del designer grossetano Luca Quadalti che ha permesso sia l'elaborazione tridimensionale della figura poligonale sospesa, sia la delicata progettazione di ogni elemento geometrico con estrema precisione. E' stato un rocesso lungo e complesso, che ha richiesto mesi di lavoro. Le due figure sono composte rispettivamente da 689 triangoli e da 120 sfere di piombo. Essa rappresenta la mia personale visione di cambiamento, un passaggio di stato, un mutamento di forma. Mi sono concentrato sul vuoto tra le due figure, estremamente diverse ma con un
legame. Ho cercato di indagare quel legame, cosa succede durante una traformazione improvvisa. Lo spazio della chiesa diventa vuoto siderale, il soffitto e' galassia ed ogni luce riflessa é la scintilla di nuovo mondo.